Ascoltata 77030 volte
Zoo Station - Nine Inch NailsProduced by Trent Reznor and Atticus Ross
(Fonte: fuckyeahatticusross)
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Zoo Station - Nine Inch NailsProduced by Trent Reznor and Atticus Ross
(Fonte: fuckyeahatticusross)
Allora. Dio solo sa per quale maledetto motivo sto scrivendo qua. (Ed essendo io ateo accanito, in realtà metto in conto che il motivo non lo sappia proprio nessuno.) Ma ultimamente le cose non vanno affatto bene. I soliti periodi in cui tutto quello che fai/scegli/provi/mangi è ovviamente sbagliato. A cercare la causa la si trova sempre guardandosi allo specchio, sempre. A dire il vero c’è anche qualche causa esterna, ma sono solo congetture, fatto sta che questa volta ho la vaga impressione di essere completamente da solo. “Quello che non distrugge fortifica”, un paio di palle risponderei io, a questo punto dovrei essere pressoché indistruttibile. Tirerò avanti e aspetterò che le cose si aggiustino da sole, come ho sempre fatto, e come sempre farò fino a che non troverò metodo migliore per affrontare questi maledetti periodi. A voglie prende sopravvento la voglia di scappare, ma poi, a pensarci bene dove cavolo scappi, se poi il mio IO lo porterò sempre appresso. É quello il creatore di problemi. Quello a cui non va mai bene un cazzo e nessuno. Peccato non si possa cambiare come un regalo di natale troppo grande o troppo stretto. Per fortuna che il mio io ed io abbiamo almeno gli stessi gusti musicali, e la musica è quella che manda avanti (anche se ultimamente ci siamo piazzati sugli U2 ed è abbastanza difficile schiodarci. Se non ci fossero ‘sti cazzo di 4 irlandesi sarei rovinato)
Dopo lo sfogo che sicuramente (e spero) nessuno leggerà, io chiudo qua.
-Exit (Live from Denver, 1987-
E se alla fine
riusciremo a credere nelle nostre promesse,
avremo pace e le risposte incognite
da sempre le stesse.
Per diventare adulti come nuovi dei e un vecchio universo.
Per imparare ad affrontare il tempo noi, in un mondo diverso.
/E allora lei rise, era la prima volta che la vedevo ridere, e tu lo sai bene, Andersson, com’è Jun quando ride, non è che uno può star lì e far finta di niente, se c’è Jun che gli ride lì davanti è chiaro che uno finisce per pensare se io non bacio questa donna impazzirò. E io pensai: se non bacio questa ragazza impazzirò. Ovviamente non era esattamente quello che pensava anche lei, ma quel che è importante è che rise, giuro, lei era lì; in mezzo a tutta quella gente, con il suo pacco stretto tra le braccia, e rise /